Enhavo:
Non è esagerazione definire grande evento il 50° Con gresso dell'Unione Cattolica Esperantista Internazionale. Solo se non si considerano il tempo e le circostanze in cui il Congresso si colloca può sfuggire il significato di questa assise che radunerà esperantisti cattolici provenienti da diverse parti del mondo. Non è certo la rotondità del numero che esprime l'ordine cronologico dei congressi succedutisi a partire dal 1910 a dare speciale valore a quello che ci si appresta a celebrare, anche se non è insignificante che si approdi nel 1997 al cinquantesimo appuntamento. Il senso vero ed il peso ef fettivo del 50° Congresso si può cogliere nella considerazione di avvenimenti del passato recente e nella conseguente logica proiezione verso il futuro. Questo è tempo propizio affinché gli esperantisti cattolici si rendano pienamente conto delle importanti tappe del loro cammino già raggiunte e delle prospettive favorevoli che si offrono loro. E di tali realtà essi debbono far cosciente il mondo esterno alla sfera della loro associazione, così che si veda con chiarezza il ruolo non trascurabile del movimento esperantista cattolico nell'ambito della Chiesa e gli esperantisti in generale apprezzino in pieno l'attività del settore proprio dei cattolici. Quali, dunque, i fatti che giustificano la celebrazione solenne dell'appuntamento stabilito dal 31 agosto al 7 settembre di quest'anno? Anzitutto il riconoscimento ufficiale dell'IKUE dato dal Pontificio Consiglio dei Laici nel 1992, che significa apprezzamento del ruolo degli esperantisti cattolici nell'ambito ecclesiale. Quindi, nel 1995, l'edizione del messale in lingua esperanto approvato dalla Chiesa. Poi l'uso dell'esperanto da parte di Sua Santità Giovanni Paolo II nei saluti da lui indirizzati al mondo nelle solennità di Natale e Pasqua ed in altre occasioni. Infine, l'ormai consolidata presenza dell'esperanto nella Radio Vaticana con le regolari trasmissioni in lingua internazionale. Il Congresso darà modo di prendere atto e di valorizzare importanti risultali conseguiti. E nessuna sede più di Roma è adatta ad esaltare le "conquiste" dei cattolici esperantisti. Ma l'Italia è anche il luogo più idoneo affinché si dia attestazione in riconoscimento di quanto fatto ed ottenuto grazie all'apporto fattivo e decisivo di alcune personalità dell'eperantismo -i cui non vogliamo qui elencare- dei quali sono noti la dedizione e la generosità. Il Congresso dovrà servire a dare rinnovato slancio all'azione degli esperantisti cattolici affinché la loro presenza evangelizzante dentro il movimento esperantista sia sempre più forte ed incisiva e, al contempo, si affermi definitivamente ed a tutta ampiezza, nel contesto ecclesiale, il loro "carisma" e si prenda piena coscienza di quanto l'esperanto possa dare, di utilità, al più agevole esercizio della missione universale della Chiesa. La doppia sede del Congresso -prima nel centro della cattolicità e dello Stato italiano poi a Rimini in un'atmosfera più familiare che permetterà un lavoro di riflessione e di programmazione ma consentirà anche tempo di riposo e di svago in piacevole convivenza- darà la possibilità di compiere un'esperienza importante e gratificante. Sarebbe proprio un peccato di omissione, non esserci.
Mario Sola
![]() Mons. Giovanni Battista Balconi, ordinato sacerdote nel 1963 e laureato in filosofia nell'anno 1975, è membro del Capitolo Maggiore del Duomo di Milano. Egli ha sempre svolto la sua attività nel mondo della cultura, prima come insegnante di ruolo di materie letterarie nei licei pubblici e come rettore-preside Collegio S. Carlo, e ora come Delegato Arcivescovile dei Centri Culturali Cattolici e delle Istituzioni Culturali della Diocesi Ambrosiana. È docente di Scienze Umane nella Universià del Turismo del capoluogo lombardo, affiliata all'OMT, e tiene corsi biblici presso l'Unitre milanese. Quante gambe ha il rinoceronte? Per alcuni, due; per altri, sei. Ognuno arriva a un risultato diverso, a secondo delle coordinate che tiene in considerazione per i suoi calcoli. Gli attori discutono, si confrontano e non riescono a mettersi d'accordo. È la tesi sostenuta da Jonesco nell'opera teatrale "Il rinoceronte". Come mai, pur essendoci una grande libertà di parola, di stampa, di comunicazione, ci si intende poco? Si distorcono le informazioni, si svisa e si svilisce la verità, a secondo degli interessi dei singoli e dei gruppi, agli stessi termini si attribuisce un valore e un significato diverso, li si usa con reticenza mentale o li si carica di una infinità di connotazioni e di distinguo che ne stravolgono il contenuto. In una situazione simile ci si inserisce, quando si intende valorizzare il comando di Gesù: "Iru kaj prediku la Evangelion". D'altra parte, chi è in possesso di una notizia utile al bene di molti, la vuole divulgare il più possibile. Orbene, Gesù è il Salvatore del mondo; da lui, in lui, in vista di lui tutto ciò che esiste è stato creato; egli è il senso delle cose, degli avvenimenti, della storia, del destino della vita. Questo è il Vangelo; e una Buona Novella del genere, che rifluisce a beneficio della umanità, merita di essere conosciuta da tutti. Nella diffusione di tale messaggio, Gesù coinvolge la sua Chiesa. La Chiesa è già la realizzazione del Vangelo; essa vive della grazia e della misericordia di Dio; noi cristiani siamo riuniti da Gesù e non dalla simpatia o da motivi filantropici; in noi circola la stessa carità di Dio, che fa della Chiesa una istituzione cattolica, universale, aperta a tutte le genti e a tutte le nazioni. Da qui l'invito di Gesù: "Iru en la tutan mondon, kaj prediku la Evangelion al ĉiu kreitaĵo". Dì a chiunque ti capita di in contrare: anche te ama il Signore: anche tu sei stato salvato; anche tu fai parte della Chiesa. Parecchie stelle si sono accese nel nostro cielo. La medicina è impegnata a migliorare la qualità della vita e non solo a ristabilirla; dà un nome alle malattie strane e interviene sui geni, sul DNA, sui trapianti d'organo; l'uomo ha velocizzato la storia e fa crollare i muri scrostati e pericolanti, alla telematica si è aperto un campo sconfinato di azione; si sta comprendendo che la distruzione della natura comporta la desertificazione e la vendetta e la ribellione della natura stessa. Ma tutte queste stelle hanno bisogno di trovare un firmamento in cui ruotare e uno spazio in cui orbitare. La fede le orienta, fa sì che esse non si perdano per strada, indica loro una meta, infonde in loro una speranza. L'Esperanto potrebbe giocare un ruolo importante nel processo di evangelizzazione. Le lingue costituiscono certamente un patrimonio prezioso, in quanto esprimono la ricchezza della storia delle comunità umane; però ingenerano fraintendimenti ed equivoci. Le parole infatti contengono e nascondono delle concezioni del mondo e della vita e, allorché si entra in disintonia con tale nucleo fondamentale della parola, si creano confusioni e incomprensioni. Una lingua comune, invece, almeno in parte, faciliterebbe e agevolerebbe la comunicabilità, impreziosendo per di più le tradizioni e il bagaglio delle esperienze veicolate dalle differenti culture. In pratica, il comando di Gesù ci impegna a: * Mobilitarci per il Vangelo. "Andate!" Se l'acqua si ferma, stagna e imputridisce. Fintantoché il Vangelo scorre, gli alberi che crescono sulle sue sponde, come si prega nel salmo 1, assorbono linfa, rimangono lussureggianti e sempre verdi e producono frutto in ogni mese dell'anno. * Dare una testimonianza personale. I discorsi producono dissociazioni e distanze, gettano ombre sulle interrelazioni umane, mentre l'esempio trascina. Un papà aveva insegnato al figlio a lavare la frutta nel fiume prima di mangiarla, per gustarla meglio. I suoi compagni ne imitarono il gesto; e così i bambini dell'intero paese acquisirono la medesima abitudine. * Essere coraggiosi. Da molte parti si scrivono e si divulgano delle insulsaggini; perché non avere il coraggio di proporre la verità? Yvonne Pancolet, una ragazza dalle molteplici chances, scomparsa nei primi anni del nostro secolo, era partita come missiona per la Cina, tra le Auxiliaires Laiques. Ad amici e parenti che reputavano una follia la sua scelta rispondeva: "L'importante è respirare in Dio e di Dio e sciogliere i nodi della resistenza. Ciò ti dà ali e ti rende leggero". L'apostolato non comporta nessuna imposizione; semplicemente fa risplendere la verità. Il sole che spunta al mattino non ti obbliga ed alzarti all'alba; potresti, al limite, dormire per l'intera giornata. Però intanto la luce è lì, risplende, è benefica e portatrice di vita; chi capisce e lo desidera può tenerne conto.
Mons. Giovanni Balconi
![]() Il monumento a Padre Pio, oltre a essere il primo a Rimini, è anche il primo con dedica bilingue, in italiano e in esperanto: "Padre Pio, sacerdote e vittima - Patro Pio, sacerdoto kaj viktimo". Il piedistallo è rotondo con stella verde in campo bianco raffigurante i cinque continenti. Il progetto è dell'ing. Leo Franzoni di Bergamo, esperantista, mentre il movimento internazionale e nazionale esperantista cattolico ha contribuito al finanziamento al monumento, costato 16 milioni, assieme al gruppo di preghiera parrocchiale. Alla cerimonia di inaugurazione hanno preso parte il parroco don Duilio Magnani e padre Rufino Megliola, superiore del convento di Morcone, a 30 chilometri da Pietralcina, località in provincia di Benevento, dove Padre Pio, al secolo Francesco Forgione, nacque nel 1887. Don Magnani ha ricordato commosso quando Padre Pio gli rivolse l'augurio, a lui giovane prete appena nominato parroco a San Giuliano: "Benedico te e i tuoi nuovi parrocchiani". Don Rufino ha invece ricordato quando Padre Pio divenne frate nel convento di Morcone ad appena 16 anni. "A trentanni dalla morte -ha concluso don Rufino- Padre Pio ce l'ha fatta e ora si può considerare cittadino di Rimini e parrocchiano di San Giuliano". Nel corso della cerimonia sono stati inaugurati anche un mosaico di circa quindici metri quadrati, opera del ravennate Antonio Vaccalluzzo, e un rosone in vetro istoriato, opera della ditta Carpe-diem di Cesena.
(dal quotidiano "Corriere di Rimini" di lunedì 11
novembre 1996)
Pubblichiamo la corrispondenza scambiata tra don Duilio Magnani e un esperantista cattolico cinese impegnato nella ricostruzione della chiesa per la comunità della sua città. Lasciamo il testo nella sua autenticità pur con qualche piccolo errore di lingua.
Ningbo, 06-09-96
Jen urĝa problemo: estas projekto planita de mia
parokestro M.Hejinming. Kiel grandioza ĝi estas!
Kvankam miaĵo kun multe da eraroj aŭ tajpi
aŭ traduki, vi povas ankoraŭ tralegi el ĝi,
ĉu?
p.s. aldonaĵoj jenas:
Segue l'allegata lettera dell'Amministratore
Apostolico
Ningbo, '96- 09- 04.
Plejest. pastro kaj karega D. Magnani, Multfoje mi
ricevis viajn sendaĵojn ordo, kiel ekzemple, kelkajn
leterojn, 2 bildojn de nia Papo kaj US$ 10. - unue kaj poste
20., dankojn kaj dankojn! Ververe, mi tro okupita ke al mi
mankas la tempo respondi al vi, pardonon, mi bbedaŭras
al vi kaj indulgu miajn pekojn, mi petegas!Vi tute povas imagi, ke mi devas animzorgadi ĉirkaŭajn vilaĝanajn fidelulojn kaj ĉien alkuri, eĉ iutage 2-3 lokojn, kompreneble ne plu diru kiom laciĝa. Ŝajne, ke mi presidas paroĥajn ĉiutagajn taskojn tre-tre malfacile plenumotajn. Feliĉe, dank'al religiulinoj, kiuj helpas min solvi multajn aferojn kaj problemojn. Dankojn al Dio! Dezirante, ke ni kune kunpreĝu por nia Papo kaj nia Eklezio! Lasu min mallonge respondi kiel supre, pardonon! Sanon kaj pacon en nia Savanto Jesuo Kristo
Humile via, M.Hejinming P.S. Elĉinigis Petro Kaiz. Il seguente allegato fornisce particolari sul progetto di edificazione
RAPORTO PR I PETSKRIBO DE MONHELPO POR REKONSTRUADO
DE NINGBO-A PREĜEJO SUR STRATO YAOHANGJIE.
A) Plano: Loĝeja kaj ebena proprieto:Por rekonstruado de Ningbo-a dioceza episkopejo sur strato Yaohangjie, inkluzive la preĝejon (konstrua areo da 1600 m2) kaj oficdomego de diocezo. Preĝeja kvartala centro (inkluzive la kurson de katekismo kaj animzorgan kulturan centron) kaj monaĥinejon ktp. kaj ekleziajn domojn; entute okupiĝas areo da 21000 m3. B) Petskribanto: Pastro Mikaelo He Jinming (Administratoro Apostolika kaj respondeculo prezidi aferojn de la tuta diocezo). Adreso: 40 Zhongma Lu, 315020, Ningbo, Zhejiang, Ĉinio. Pastro Xu Jiehui ( ĝenerala sekretario de Ningbo-a diocezo, helpanto de diocezaj taskoj). Adreso: kiel supre. Fidelulo s-ro Huang Binsheng (Prezidanto de la loĝeja kaj ebena proprieta komitato kaj direktoro de Ningbo-a Chang-sheng loĝeja kaj ebena industria kompanio). Adreso: 146 Yaohangjie, 315000, Ningbo, Zhejiang, Ĉinio. C) Nuna situo: En 1701, Jesuito Guo Chongnan komencis konstrui la preĝejon en Yaohangjie, Ningbo kaj loĝejon de pastroj. En 1857, oni konstruis lastan preĝejon, nomitan Preĝejo ĈIELENIRO DE DIPATRINO kaj loĝejon de sinsekvaj 5 episkopoj kaj dependaĵojn; troviĝas ĉ. 1000m² de konstrua areo por viroj tuta tereno da 4752.2 m² antaŭ la preĝejo trans strato estis la monaĥinejo (inkluzive originan orfejon). Post la Liberiĝo transprenita de la popola registaro, la domoj ne enkalkulitaj troviĝas areo ĉe ambaŭ lokoj 13423.3 m². En 1966, sekve de granda kultura revolucio, la eklezia proprieto eĉ la preĝejo estis okupita de la ŝtato. Ekde 1990-1993 redonitaj al nia eklezio, iĝis kadukaj kaj danĝerigaj la domoj dum longaj jaroj ne riparitaj. Jam tie enloĝis cent kaj pli da familioj. Jen tiu ĉi preĝejo ĈIELENIRO DE DIPATRINO estis la plej granda kaj ununura preĝejo en urbo Ningbo, kun strukturo rafinita kaj neordinara, kun origina sonorilturo alta pli ol 30 metrojn. Ĝi apartenas al klasika romantika konstruo-stilo, ĝi entenis 2800 kaj pli da fideluloj, kaj estis fama en Ĉinio kaj eksterlande. Nun tamen laŭ projekto de Ningbo-a municipa administrado estas ke ĉiuj malnovaj domoj sur tuta Yaohangjie estas detruotaj kaj denove konstruotaj. Se ekspluota de entrepreno la eklezio nur povas repreni kelkmilionojn da RMP-juanoj kaj la tuta domaro, kiu apartenas al la eklezio, devas translokiĝi al antaŭurbo en fora loko, kien veturi kaj ree al fideluloj estas tre-tre malfacile. Tiel do dume la diocezo perdis ĉi la plej grandan preĝejon de urbocentro, loko ŝatinda kiel trezoro. Ni proponis al la popola registaro, por ke ni -eklezio mem- rekonstruos, kiu sankciis la petskribon; kaj ke tute malkonstruu kaj ni rebonigu novan preĝejon kaj aliajn dependajn domojn kaj poste nia eklezio forvendis ceterajn loĝejajn proprietojn por kolektadi kapitalon RMPY 4.000.000, ankoraŭ mankas grandnombre da mono, nome RMPY 26.000.000. TIAL DO NI PETSKRIBAS, BV. MON-HELPU! Plano-enkonduko: Laŭ favora situo, nune pligrandiĝas areoj uzotaj kaj konstruotaj. a) Preĝeja tereno, origine okupita pri la areo da 2400 m2 pligrandigita ĝis 2; la origina preĝejo okupis da 804,4 m2 kaj pligrandiĝis ĝis 1.600m2, tiel ĝi povos enhavigi 2500 fidelulojn. La originaj dependaj domoj, nur por loĝejo de pastroj kaj malmulte da ili por katekistoj, estis entute 4.745.2 m2 (inkluzive la preĝejon). Nun pligrandiĝas la monaĥinejo, la preĝa kvartalo kaj paŝtista kultura centro por entute 13.000m2 (inkluzive la preĝejon). b ) Origine la monaĥinejo situis mem trans strato Yaohangjie antaŭ la preĝejo, kun ĝia tereno da 8.000 m2 kaj pli da proprieto; nun tamen se la eklezio kune kun la alia unuo konstruas oficdomegon, pligrandiĝas la areo, kaj ene troviĝas areo da 8.000 m2 kaj pli, kiu apartenas al nia eklezio por oficejo kaj akceptejo. c .) Ambaŭflankoj kune kalkulitaj por konstruota areo da 21.000m² C.) Budĝeto de produktkosto Domoj de 21.000m2 x kosto de konstruo kaj ekipaĵo de akvo kaj elektro: RMPY 62.000.000 Urba konstruo kaj defendo kontraŭ aeratako kaj termito, verdigo kaj terfeĉo kaj kompletigaĵoj kostas RMPY 8.000.000. Totala produktkosto RMPY 70.000.000 Ĉ.) Financo-plano: Ene de la budĝeto de la produktkosto RMPY 70.000.000: 1) Ningbo-a diocezo respondecas pri ĝi por RMPY 4.000.000 inkluzive forvenditan loĝejo-propieton kompensitan de la popola registaro. 2) La fidelulo s-ro Huang Binsheng pere de lia kompanio Chang-sheng -industria kompanio- monhelpis RMPY 40.000.000 3) Ankoraŭ mankas RMPY 26.000.000.- Tial do BV. MONHELPI, NI PETEGAS! Anticipan dankon! P.S.: Jen aldonaĵo: Desegnita bildo de rekonstruota preĝejo. Ecco la risposta di don Duilio
Rimini, la 20-an de Decembro 1996 Vi urĝis min lastatempe (94.11.05) pri la monkolekto al via paroĥestro Mikaelo, kies leteron de la 4-a de pasinta Septembro kaj desegnaĵon kun klarigoj pri la rekonstruota preĝejo de la Virgulino-Ĉielenprenita mi bonorde ricevis. Tre kara Petro, la 5-an de Oktobro mi sendis al nia Centra Oficejo la kopiaĵojn de la menciita dosiero. Komence de Decembro mi transdonis mane fotokopiaĵon de via urĝiga letero. Ŝajnas ke ankaŭ la venontjara unua EK-kajero estas jam plenplena: oni devas publikigi dosieron pri Jehovaj Atestantoj de Pastro Cadei, kiu atendas ekde pluraj monatoj kaj krome ni estas organizantaj la jubilean kongreson de IKUE, kiu bezonas spacon, tempon kaj ...monon! Tamen, Karlo klopodos fari la eblon por anonci la monkolekton kaj mi denove atentigas lin sendante kopion de tiu ĉi letero. Samtempe, mi transdonas kopiaĵojn la preĝejaj dokumentoj al la prezidanto de IKUE-itala sekcio, Prof-ro Mario Sola, por la bulteno de la italaj katolikaj gesamideanoj. Vi skribas ke mankas ankoraŭ 24.000.000 da RMP (dum la Apostola Administranto Sac. Mikaelo He Jinming skribis pri 26.000.000 da RMP,) sed mi ne povas kalkuli la korespondan sumon en usonaj dolaroj. Bv. transdoni la aldonitan leteron al Kunpastro Mikaelo kaj ĝin traduki al li. Ĉu ne estas la Episkopo en Ningbo? Efektive, la Apostola Administranto supozigas malĉeeston de la Episkopo. Kio okazis? Fine eble vi demandas vin, kial ne tuj respondis al viaj leteroj kaj al pastro Mikaelo. Kara Petro, en mia hejmo regas ĥaoso. Ekde la pasinta julio masonistoj, elektristoj, hidraŭlikistoj rebonigas la tutan pastran hejmon kaj la pastoralajn lokalojn. Do, mi devis daŭre translokiĝi unu ĉambro al la alia kaj skribmaŝinoj, komputilo, fotokopiilo, libroj, ŝ rankoj, tabloj, leterkolektujoj, arĥivo, vestaĵoj ktp. estis amasigitaj aliloke kaj tre ofte la bezonitaĵoj estas ne troveblaj. La laboroj ankoraŭ ne finiĝis, tamen mi estas reordigantaĉion. Tutcerte ke via Ĉefministro ne estis aŭdience ĉe la Papo. Se tio estus okazinta sendube ni estus sciintaj ĝin, samkiel okazis pri la Kuba Prezidento, Fidel Castro! Karega Petro, ni plu amu la Sinjoron kaj la proksimulon kaj ni preĝu reciproke. Jen aliaj 20 usonaj dolaroj, kies duono al vi kaj duono al via Paroĥestro. Feliĉan novjaron. Ĉu vi ne venos al 50-a IKUE-Kongreso en Romo-Rimini venont-septembre? Dio benu!
Sac. Duilio Magnani
Fin qui la corrispondenza che abbiamo riportato fedelmente. Il seguito tocca ai generosi che potranno inviare le offerte, con l'indicazione della causale, sul C/C postale 11129475, UECI, viale Zavagli 73, 47037 Rimini.
Programma provvisorio
Domenica 31 agosto: Arrivo dei congressisti a
Roma. Ore 19: S. Messa. Interkona vesperoLunedì 1 settembre: S. Messa inaugurale (possibilmente, in S. Pietro) Inaugurazione ufficiale del Congresso Udienza dal Presidente della Repubblica Pomeriggio: Visita alle Basiliche sera: Rosario in Piazza S. Pietro Martedì 2: S. Messa. Prelego Pomeriggio: Visita alle catacombe ed alla città Mercoledì 3: Udienza dal Papa Pomeriggio: Partenza alla volta di Rimini Giovedì 4: Mattinata libera Pomeriggio: Assemblea dell'UECI ore 18: Diservo ecumenico e Liturgia cattolica ore 21: Fiaccolata in onore della Madonna e crociera in mare Venerdì 5: Assemblea dell'KUE Pomeriggio: Visita a S. Marino e ricevimento dai Capitani Reggenti ore 18: Liturgia greco-cattolica Serata libera Sabato 6: Mattinata libera per visite Pomeriggio: Eventuale continuazione dell'Assemblea IKUE o prelego Serata musicale Domenica 7: S. Messa. Chiusura ufficiale del Congresso Pranzo e partenze. Iscrizioni: Compilare e spedire la scheda di adesione insieme alla fotocopia della ricevuta di versamento. Alloggio: Gli iscritti riceveranno dall'organizzazione il modulo apposito. Approssimativamente è possibile fin da ora indicare in £. 180.000 il costo della mezza pensione per i tre giorni di permanenza a Roma, in camere a due e tre letti, e in lire 120.000 il costo della pensione completa per i quattro giorni di permanenza a Rimini, sempre in camere a due o tre letti. Ovviamente, per chi desidera alloggiare in camera singola l'importo è maggiorato.
(modulo:
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(modulo:
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